Il dono del sangue è un linguaggio universale. Ma vi siete mai chiesti chi si occupa di raccogliere il sangue quando usciamo dai confini italiani? Sebbene l'Italia abbia un modello associativo unico al mondo grazie a realtà come Fratres, Avis, Fidas e Croce Rossa, il principio del dono volontario e gratuito è un obiettivo condiviso globalmente.
Nella maggior parte dei paesi europei, il punto di riferimento è la Croce Rossa.
Francia: La FFDSB è l'anima gemella delle nostre associazioni e collabora con l'ente pubblico EFS.
Germania e Belgio: La Croce Rossa gestisce la quasi totalità della raccolta.
Spagna e Grecia: Esistono federazioni nazionali molto simili alle nostre (come la POSEA greca) che riuniscono i volontari locali.
Ucraina: Grazie a piattaforme come DonorUA, il reclutamento è diventato digitale e dinamico, unendo tecnologia e volontariato.
USA e Australia: Qui il sistema è più centralizzato. Grandi enti come la American Red Cross o Lifeblood gestiscono la donazione con un approccio molto moderno ed efficiente.
America Latina e Africa: Organizzazioni come la Fundação Pró-Sangue in Brasile o il SANBS in Sudafrica portano avanti la bandiera della donazione gratuita in contesti spesso complessi.
Sapevate che l'Italia è uno dei pochi paesi dove il legame tra donatore e associazione è così stretto? In molti altri stati, il donatore si interfaccia solo con l'ospedale o con un ente statale. La nostra forza è la partecipazione sociale: non siamo solo "numeri", ma una comunità di volontari che promuove uno stile di vita.
In Europa, la Direttiva 2002/98/EC stabilisce che la donazione debba essere preferibilmente gratuita, ma lascia agli Stati membri la libertà di definire "compensi" o "indennità".
In questi paesi, come in Italia, il dono è un atto di civismo puro. Non esiste scambio di denaro, ma solo, talvolta, il ristoro post-donazione o il permesso retribuito dal lavoro.
Francia: È forse il paese più vicino all'etica italiana. Il principio di bénévolat (volontariato) è ferreo. L’EFS (Établissement Français du Sang) e la FFDSB difendono il dogma della non-commercializzazione del corpo umano.
Regno Unito: Attraverso l'NHS Blood and Transplant, la donazione è totalmente volontaria. Esiste una forte cultura del "donare per la comunità" senza alcuna aspettativa di ritorno, se non un tè e un biscotto.
Spagna: Simile all'Italia, si basa su una rete di fratellanza e associazionismo regionale molto forte.
Alcuni paesi europei permettono forme di compensazione che, pur non essendo un "salario", incentivano la donazione:
Germania e Austria: Mentre la Croce Rossa promuove il dono gratuito, i centri trasfusionali privati o universitari offrono spesso un piccolo compenso in denaro (circa 20-25€) come "rimborso per il tempo e il viaggio".
Grecia: È comune la pratica della "donazione sostitutiva", dove i familiari donano sangue per garantire che un proprio caro riceva una trasfusione, un modello che l'OMS sta cercando di superare a favore del volontariato anonimo.
A livello globale, la linea di demarcazione è netta, specialmente quando si parla di plasma (la parte liquida del sangue utilizzata per i farmaci salvavita).
Negli USA bisogna fare una distinzione cruciale:
Sangue Intero: Gestito principalmente dalla Croce Rossa Americana, è basato sul volontariato.
Plasma: Gli USA sono i maggiori esportatori mondiali di plasma perché pagano i donatori. Questo crea un mercato industriale dove la donazione non è più un atto sociale, ma una transazione economica. È un modello "efficiente" in termini di volumi, ma solleva enormi dubbi etici sulla protezione delle fasce più povere della popolazione.
In molte di queste aree, il passaggio dalla "donazione di necessità" (donare per un parente) al "volontariato periodico" è la vera sfida:
Brasile: È un esempio virtuoso. La legge proibisce rigorosamente la vendita di sangue, promuovendo il modello gratuito come pilastro della sanità pubblica.
Sudafrica (SANBS): È considerato uno dei sistemi più avanzati al mondo. Nonostante le sfide sociali, è riuscito a costruire una base di donatori volontari costanti, eliminando la necessità di pagamenti.
Mentre nel resto del mondo il donatore spesso "risponde a una chiamata" (della Croce Rossa o dello Stato), in Italia il donatore "appartiene" a un'associazione.
Il Valore Aggiunto: Nelle realtà come Fratres, Avis o Fidas, l'associazione non è un intermediario logistico, ma una sentinella della salute. Il fatto che il dono sia totalmente gratuito garantisce la massima sicurezza: se non c'è guadagno economico, il donatore non ha motivo di mentire sul proprio stile di vita durante il colloquio con il medico.